Il viraggio Bulimico

Il viraggio Bulimico

    1. Il Viraggio Bulimico (VRB), che si estrinseca nella Bulimia Nervosa (BN), rappresenta uno dei più importanti aspetti del decorso di tutti i DAO, sia alla luce della storia naturale con le migrazioni spontanee, sia come esito dei differenti e molteplici interventi terapeutici, spesso privi di qualsiasi evidenza. Le soluzioni terapeutiche guidate da evidenze non sono ancora diffusamente condivise o non sono ancora disponibili Linee Guida, in particolare per l’Anoressia Nervosa (AN). Considerando l’impatto ambientale, di gran lunga auperiore a quello della restrizione, le spiegazioni psico-biologiche emergenti in questi ultimi anni e le possibili soluzioni terapeutiche possiamo affermare che il VRB, unitamente al BE, rappresenta il campo di lavoro scientifico e assistenziale di interesse primario.

     

    1. I DAO hanno uno sviluppo spontaneo, e spesso indipendente, che deve essere tenuto in considerazione nei differenti momenti del “lifetime”, a prescindere dagli inteventi terapeutici. Il VRB ne rappresenta un esempio interessante che merita di essere analizzato per discutere a fondo le implicazioni epidemiologiche, eziopatogenetiche, cliniche e terapeutiche, data la mole della letteratura che spinge a fare il punto. L’intervento terapeutico più significativo che si cercherà di analizzare in questa sede è quello che riguarda l’AN: fino a quando non si verifica il VRB non si può decifrare quale possa essere il movente del rifiuto del cibo. E’ la scatola nera dell’AN.

     

    1. I prodromi del VRB: in genere l’adolescente inizia il percorso spontaneo DAO applicando una innocente restrizione calorica volontaria, finalizzata alla correzione del sovrappesp più o meno rilevante. L’eccesso di peso crea un disagio corporeo, legato alla propria immagine, percepita soggettivamente o rilevata obiettivamente dai familiari o nell’ambito del gruppo sociale di appartenenza: “Mi sono sentita derisa e offesa dai commenti e mi sono messa a dieta!”. Questo disagio del corpo genera una sofferenza che lascia un segno indelebile che per tutta la vita e il dimagrimento funziona come compensazione. Si apre la via del “dieting”, fattore di rischio per i DAO accertato. E’ la fase ego-sintonica. Inizia un processo che può essere interpretato utile e spesso innescato anche a livello medicale ma che genera in una perdita di peso inadeguata che slitta verso l’AN. A questa fase segue ineluttabilmente, prima o dopo, il VRB. L’analisi di questa inversione cognitiva e psicopatologica specifica del comportamento alimentare è oggetto di questo capitolo e suscettibile di interpretazioni ormai univoche come la via della guarigione dell’AN.
    2.    Definizioni. Viraggio Bulimico (VRB): Comportamento alimentare psicopatologico e specifico che si verifica molto spesso nel decorso dell’AN in tempo variabile di mesi o anni dall’inizio della restrizione innocente e giustamente motivata per correggere il disagio del peso o della forma corpoorea. Si tratta di episodi di perdita del controllo alimentare accompagnati da eliminazione volontaria del cibo col vomito autoprocurato, per l’inevitabile senso di colpa e per la paura di “ingrassare”. Questo comportamnento è squisitamente cognitivo, e il termine “viraggio” viene introdotto in questa sede dove, dalla ego-sintonia della restrizione, si passa alla fase della bulimia ego-distonica, in cui si esprime più facilmente l’accettazione o la richiesta di aiuto, negata caparbiamente nella fase ego-sintonica della restrizione.
    3. Binge Eating (BE): episodio ricorrente caratterizzato da un rapido ed eccessivo consumo di cibo in un tempo limitato inferiore a due ore secondo il DSM-III (1980) non reguito da comportamenti di compensazione (vomito, eccessivo esercizio fisico compulsivo). Nel linguaggio corrente il termine viene usato quando non sono rispettati i criteri della griglia proposta nel DSM-IV.
    4. Binge Eating Disorser (BED): viene inserito nel DSM-IV (APA, 1993) nella terza categoria degli Eating Disorders Not Otherwise Specified (Stunkard, 1993; Fairburn e Wilson, 1993 b). Viene proposta una dettagliata griglia diagnostica per definire, in modo standardizzato, una categoria che nel DSM-5 viene ulteriormente precisata e definitivamente proposta come categoria nosologica a se stante rispetto all’AN, alla BN e agli EDNOS (Wilfley, 2007; Striegel-Moore, 2011). Nel DSM-IV alla definizione, oltre la quantità di cibo, verrà aggiunta la sensazione di non poter interrompere l’introduzione del cibo o di non avere il controllo di che cosa e quanto mangiare. La eccessiva quantità di cibo viene definita come più grande di quella che la maggior parte delle persone introduce nello stesso tempo e nelle stesse circostanze. La migliore traduzione italiana potrebbe essere: Alimentazione Compulsiva (STG.1). E’ associato quasi sempre all’Obesità (OB-BED) sebbene esiste anche in soggetti normopeso (NON-OB-BED (Loro, 1981; Marcus, 1993 e Devlin, 2003).
    5. Binge-Eating-Obesità (BEO): Binge Eating con Sovrappeso o Obesità per la stragrande coesistenza dell’eccesso ponderale o dell’Obesità rispetto al BED in soggetti normo peso.

    10. Binge Eating Syndrome (BESY): Date le caratteristiche comuni nel VRB, nel BE, nel BED e nel BEO si può senz’altro introdurre questa categoria nosologica sindromica.

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