Disturbi Alimentari

Disturbi Alimentari

Cosa sono i disturbi del comportamento alimentare

Con il termine Disturbi Alimentari si fa abitualmente riferimento ad un disturbo o disagio caratterizzato da un alterato rapporto con il cibo e con il proprio corpo. In questi disturbi, l’alimentazione può assumere caratteristiche assai disordinate e caotiche, ossessive e ritualistiche, tali da compromettere la possibilità di consumare un pasto in modo “abbastanza normale” e da mantenere normali attitudini verso il cibo.

Accanto all’alterazione del comportamento alimentare esiste una distorta valutazione del corpo e delle sue forme, con la sensazione di essere grassi, brutti e quindi socialmente non accettabili. Tale condizione ha una forte influenza negativa sulla propria autostima e amabilità. Tra questi disturbi, classificati come ben precise patologie, sono comprese l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa e i disturbi non altrimenti specificati (nella terminologia inglese definiti come EDNOS: Eating Disorders Not Otherwise Specified).Nella nostra società circa il 5-6% della popolazione femminile, in età compresa tra i 12 e i 25 anni, soffre di un alterato e patologico rapporto con l’alimentazione e il corpo. Tale percentuale può salire al 10% se consideriamo anche i disturbi parziali, cioè quelle situazioni non ancora francamente patologiche ma che possono rappresentare un campanello d’allarme per la possibile evoluzione nella malattia.

Le cause dei disturbi del comportamento alimentare. Una sorta di pendolo ha spesso oscillato nella ricerca dei fattori responsabili dei disturbi alimentari, passando dai fattori organici a quelli psicologici e ambientali. Oggi la comunità scientifica è concorde nell’affermare che non esiste una causa unica ma una concomitanza di fattori che possono variamente e diversamente interagire tra loro nel favorire la comparsa e il perpetuarsi di questi disturbi.

     Fattori predisponenti. Caratteristiche individuali: ci sono alcune note individuali che accomunano le persone che soffrono di anoressia e bulimia; questi elementi concorrono a predisporre un terreno sul quale può innestarsi il disturbo del comportamento alimentare.

Caratteristiche familiari: il ruolo della famiglia nell’insorgenza di un disturbo alimentare è stato spesso enfatizzato anche a sproposito. Le varie teorie che si sono occupate di questo aspetto hanno spesso fatto riferimento ad un rapporto disturbato tra madre e figlia o ad una particolare configurazione della dinamica familiare.

Caratteristiche socioculturali: l’anoressia nervosa e la bulimia sono diffuse principalmente nei paesi industrializzati e in quelli in via di sviluppo, in proporzione al livello di assimilazione della cultura occidentale: questo fa pensare che i disturbi del comportamento alimentare abbiano una determinante socioculturale.

     Fattori scatenanti. Il destino di una persona che presenti una vulnerabilità ad un disturbo alimentare può essere diverso a seconda che nella sua vita incontri o meno i cosiddetti fattori scatenanti che favoriscono e determinano la comparsa del disturbo vero e proprio.

    Fattori perpetuanti. Per fattori perpetuanti della malattia intendiamo tutti quegli eventi che contribuiscono a rinforzare e perpetuare la condizione patologica una volta innestata. Inizialmente sono importanti gli aspetti legati al pensiero, a questo seguono tutte quelle azioni che possono portare al raggiungimento di questo obiettivo. Le persone che si sottopongono ad una alimentazione ridotta, dopo una prima fase caratterizzata da euforia e iperattività, sviluppano una complessa serie di sintomi e segni che coinvolgono aspetti organici, comportamentali e psichici costituendo quella che viene definita come la “sindrome da digiuno”.

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